

Più socialità meno idioti
Socialità
/so·cia·li·tà/
socialità s. f. [dal lat. socialĭtas -atis «socievolezza», der. di socialis «sociale»; 1. Convivenza sociale; tendenza degli individui alla convivenza sociale: nell’uomo la s. è innata. 2. Con sign. più ristretto, l’insieme dei rapporti che insorgono tra gli individui che fanno parte di una società o di un ambiente determinato; la coscienza, generale o individuale, di questi rapporti e dei diritti e spec. dei doveri che essi comportano.
(Dal vocabolario Treccani©)
È proprio la socialità il principio guida di ogni azione, attività e progetto di Cantiere Giovani. L’intento è quello di contrastare la deriva che, nel seno di un sistema capitalista, promuove sempre più l’individualismo e l’egoismo attraverso un modello valoriale che mette al centro la competizione e la prevaricazione di fronte alla cooperazione e alla solidarietà. Un modello, questo, che sta favorendo l’abbattimento dei servizi e del welfare pubblico e il dominio del pensiero idiota.
"Idiota, dal greco Idiotes “uomo privato” in contrapposizione all’ “uomo pubblico”, in pratica chi si preoccupa solo di sé stesso e non favorisce lo sviluppo della solidarietà e della vita comunitaria"
La socialità va intesa come valore e come metodo, che nel facilitare, guidare e promuovere la relazione tra le persone aspira a creare una cultura della cooperazione, dell’accoglienza, della comprensione interculturale, della solidarietà e della fiducia, dove il benessere della comunità e la valorizzazione del bene comune sono le chiavi per la crescita e il benessere della persona individuale.
Diamo ai giovani opportunità di relazionarsi con gli altri in contesti che accolgono la diversità, di sperimentarsi in attività di cooperazione e di impegnarsi collettivamente per migliorare il proprio contesto in risposta al loro naturale bisogno di crescita e affermazione individuale che verrà riconosciuta sentendosi parte della comunità.
D’altra parte, nel dialogo con istituzioni, enti pubblici e privati, chi ha fatto la scelta dell’impegno per la comunità attraverso il modello non profit deve avere chiare le proprie finalità e rifiutare l’assimilazione al mondo profit e alle sue logiche dipendenti dal modello economico dominante. Il rischio altrimenti è di diventare un surrogato più economico e di bassa qualità per servizi e interventi sociali, educativi e culturali. Pensiamo che la socialità debba essere messa al centro delle politiche sociali e giovanili e che l’impegno cooperativo e non profit e l’impatto di questi sul benessere della società vada maggiormente riconosciuto e sostenuto in quanto ricchezza non misurabile con gli stessi parametri del profit.

